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Descrizione
È un cattolichino di 37 anni, si chiama Matteo Fabbri e ha una passione da brividi: quella per gli squali. Un amore vero per tutti i tipi esistenti che non si è limitato a osservare in un acquario o sui libri, ma che lo ha spinto a immergersi per incontrare i suoi animali preferiti, fotografandoli e riprendendoli con scatti e video mozzafiato. Ma in questa passione, Fabbri ha voluto coinvolgere quest’anno altri 3 amici, tutti di Cattolica e subacquei brevettati, Arturo Solleciti, Matteo Pagnoni e Andrea Cerri, scegliendo di portarli con lui nel blu di Fuvahmulah, isola all’estremo sud delle Maldive, nota per ospitare una delle comunità di squali tigre più numerose e sane al mondo, condividendo con i compagni l’esperienza unica di nuotare a fior di muta con gli squali. Un’indimenticabile e adrenalinica avventura sottomarina, documentata in decine di scatti bellissimi, per la quale sono stati ricevuti in sala Giunta dalla Sindaca Franca Foronchi.
“Una passione davvero molto interessante, non di certo alla portata di tutti e tutte, ma che ha prodotto dei video e foto straordinarie – commenta la Sindaca Foronchi – Da sempre, lo squalo è il terrore dei mari, ma Fabbri e con lui i suoi compagni d’avventura hanno voluto mettere in evidenza come ci si possa approcciare a questo magnifico animale, con tutte le cautele richieste, soprattutto con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza della tutela e difesa degli squali. A Cattolica, lo squalo è di casa con i bellissimi esemplari dell’Acquario. Complimenti a Matteo Fabbri per il grande lavoro di ricerca e documentazione fotografica e video degli squali incontrati nelle sue immersioni”.
“Sono anni ormai che mi immergo con gli squali – racconta Matteo - Scelgo le destinazioni in base alla specie che desidero osservare e documentare, organizzo ogni dettaglio della spedizione di solito parto in solitaria. Nel corso degli anni ho avuto modo di immergermi con diverse specie di squali, tra cui squalo bianco, mako, tigre, squalo azzurro, squalo leuca, silvertip, blacktip, squalo spinner, volpe, squalo grigio del reef, squalo balena e squalo nutrice. Il mio legame con il mare nasce fin dall’infanzia, così come la fascinazione per questi animali. Li studio da sempre, sia attraverso l’approfondimento teorico ma soprattutto direttamente sul campo, vivendo esperienze in acqua che mi permettono di comprenderne sempre meglio il comportamento. Proprio questa passione mi ha portato negli anni a conseguire i brevetti necessari per poter vivere e raccontare immersioni in loro presenza”. Quello che lo spinge a farlo, “è prima di tutto la ricerca della conoscenza: comprendere il comportamento degli squali e imparare a condividere l’acqua con loro, interpretandone il linguaggio corporeo. Un altro aspetto fondamentale del perché lo faccio è contribuire a sfatare il mito che vede gli squali come una minaccia per l’uomo e sensibilizzare sull’importanza della loro tutela. A causa dell’impatto umano: pesca intensiva, finning (taglio delle pinne e rilascio dell’animale in mare), catture accidentali nelle reti da pesca, distruzione degli habitat marini, inquinamento degli oceani, commercio illegale di prodotti derivati dagli squali molte specie stanno scomparendo da diverse zone del pianeta. Attraverso immagini e filmati cerco di raccontare un mondo ancora poco conosciuto e incompreso, mostrando questi animali per ciò che sono realmente e cercando di avvicinare le persone alla loro conservazione”. La spedizione con gli amici alle Maldive, “rappresentava l’opportunità di continuare il mio lavoro di documentazione sugli squali tigre e, allo stesso tempo – continua Fabbri -, permettere a loro di vivere la prima immersione con questi giganti del mare”.
La spedizione seguiva un ritmo ben preciso, scandito dalle tre immersioni giornaliere programmate e nel corso dell’immersione, “abbiamo avuto numerosi incontri con squali tigre, presenza che rende Fuvahmulah un luogo unico al mondo. Oltre a loro abbiamo avuto la fortuna di osservare uno squalo volpe, un avvistamento estremamente raro: si tratta di una specie molto timida e purtroppo oggi considerata sull’orlo dell’estinzione”. “Uno dei momenti che mi è rimasto più impresso – conclude - è stato vedere come, una volta in acqua, nessuno dei miei amici abbia percepito una reale sensazione di pericolo. Hanno potuto comprendere come gli squali non siano lì per l’uomo, ma predatori che semplicemente reagiscono agli stimoli sensoriali sviluppati nel corso di milioni di anni di evoluzione”. “È stata un’emozione unica – dicono in coro i quattro amici – e siamo già pronti per una nuova passeggiata subacquea con gli squali”.
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Ultimo aggiornamento: 10 marzo 2026, 10:35