Cos'è
Domenica 15 febbraio alle ore 17 presso Spazio Z Radio Talpa (Via del Prete 7), incontro dedicato al tema "L'Italia dei Cantautori. La canzone d'autore delle varie “scuole”: genovese, milanese, bolognese, romana, napoletana"
Un racconto musicale con video presentato da Secondo Casadei (Amatore foto e video) e Gianni Fabbri (organizzatore insieme a Onorino Tiburzi e agli amici del Blue Note ARCI Jazz Club della Rassegna trentennale “Bravo Jazz”)La “Canzone d’Autore” fa riferimento ad una forma d’arte in cui un autore singolo o collettivo crea un repertorio musicale, con i relativi testi, di alta qualità, spesso eseguito dallo stesso artista ‘cantautore’ (o gruppo). Il termine “Canzone d’Autore” prevede un processo creativo volto a lasciare un segno importante nella cultura popolare. È una forma d’arte in cui l’autore è il “creatore” nel senso più autentico del termine.
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Le sue caratteristiche principali sono: * Qualità e ricerca, sia del testo che della musica. * Autonomia creativa da parte dell’artista che scrive ed esegue le proprie canzoni. * Popolarità e cultura, in quanto lascia un segno significativo nell’immaginario collettivo.
La Canzone d’Autore italiana trae origine e spunto dai cantautori francesi come George Brassens, Leo Ferré, Jacques Brel, e si afferma alla fine degli anni ‘50, primi ‘60.
Fino ad allora la canzone italiana dominante era interpretata dai cantanti tradizionali come Nilla Pizzi, Carla Boni, Gino Latilla, Achille Togliani e Luciano Tajoli, accompagnati dall’Orchestra di Cinico Angelini; una canzone, quella tradizionale, dove “cuore” faceva sempre rima con “amore”.
Il primo brano a fare da apripista alla “rivoluzione” sarà “Nel Blu Dipinto Di Blu” (“Volare”) di Domenico Modugno, che vinse il Festival di Sanremo nel 1958, brano il cui testo fu ispirato all’autore Franco Migliacci (per sua ammissione) da un dipinto di Marc Chagall dove i due amanti volano nel cielo… “Dipinto Di Blu”. Altro brano “rivoluzionario” sia nella musica che nel testo sarà “La Gatta” di Gino Paoli. Maturano quindi nei primi anni Sessanta, grazie anche a produttori illuminati, veri e propri mecenati, come Ricordi, Crepax, i Fratelli Reverberi, Melis... le cosiddette “Scuole” di cantautori, come la “Scuola Genovese”, la “Scuola Milanese”, la “Scuola Bolognese”, la “Scuola Romana”, la “Scuola Napoletana”.
* “Scuola Genovese” - Un gruppo di cantautori vissuti a Genova e attivi negli anni ‘60, accomunati dalla reciproca conoscenza, stima e collaborazione. - Gino Paoli - Fabrizio De André - Umberto Bindi - Luigi Tenco - Bruno Lauzi.
* “Scuola Milanese” - Più realistica e meno lirica di quella genovese. - Enzo Jannacci - Giorgio Gaber - Roberto Vecchioni - Richy Gianco - Angelo Branduardi - Eugenio Finardi.
* “Scuola Bolognese” - Fa riferimento all’eccezionale concentrazione di cantautori e artisti che hanno caratterizzato la scena musicale bolognese a partire dagli anni Settanta. - Francesco Guccini - Lucio Dalla - Claudio Lolli - Luca Carboni.
* “Scuola Romana” - Espressione informale per indicare l’insieme dei cantautori romani o in qualche modo legati a Roma. - Antonello Venditti - Francesco De Gregori - Claudio Baglioni.
* “Scuola Napoletana” - Si inserisce nel filone più importante della Scuola Musicale Napoletana nata tra il XV e il XVI secolo e sviluppatasi nel Settecento. - Eugenio Bennato - Edoardo Bennato - Pino Daniele - Enzo Gragnaniello
A chi è rivolto
Incontro rivolto a tutti
Date e orari
15 feb
15
feb
Costo
Gratuito
Luogo
Punti di contatto
Allegati
Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2026, 08:30