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Descrizione

Luisa Prioli: una protagonista della Resistenza
Nata a Cattolica il 24 luglio 1920, Luisa Prioli fu una delle figure più significative della lotta partigiana sul territorio.
Staffetta partigiana (5º Distaccamento 3º Btg. Rimini - Brigata SAP Forlì-Cattolica, dal 15 settembre 1943 al 2 settembre 1944)
Nel ricordare la lotta partigiana raramente si parla del ruolo delle donne e del loro contributo alla Resistenza. Eppure, il contributo delle donne fu molto rilevante. Luisa Prioli, figura energica e dal portamento spavaldo e austero ebbe un ruolo fondamentale durante la Resistenza nella gestione organizzativa quotidiana e in azioni offensive e difensive.
Luigia, detta comunemente Luisa, fu la staffetta "ufficiale" di Cattolica: la sola ad essere inquadrata nel distaccamento della brigata come partigiana. Figlia primogenita di Lazzara Gabellini e Mario Prioli, denominati "i Matiin", pescatori di radicate convinzioni comuniste, crebbe con una profonda avversione al nazifascismo.
Alta, slanciata, determinata, Luisa già all'indomani dell'armistizio aderì alla Resistenza sotto il diretto comando di Giuseppe Ricci (capo del Gruppo e futuro deputato alla Costituente).
In qualità di staffetta, spesso durante la notte, in sella alla sua bicicletta trasportò ordini, volantini, macchine da scrivere e armamenti verso l'entroterra, fino a Morciano di Romagna.
Oltre a cíò, a differenza di tante altre resistenti, venne anche coinvolta in azioni di sabotaggio alle linee telefoniche e telegrafiche alla periferia di Cattolica, per ínterrompere í collegamenti con San Giovanni in Marignano. Non solo. A quanto risulta dalla relazione circa l'attività svolta dai partigiani locali, redatta nei giorni immediatamente successivi alla Liberazione (avvenuta il 3 settembre 1944), esponendosi a gravi rischi Luisa partecipò alla maggior parte delle operazioni condotte dalla brigata, risultando l'unica donna firmataria del documento. In partícolare, collaborò attivamente alla "propaganda locale a mezzo manifestini stampatí clandestinamente a Cattolica, propaganda accentuatasi nel mese di aprile 1944 e conclusasi il 1 º maggio, con la completa astensione dal lavoro di oltre 3.000 operai".
Luigia, detta comunemente Luisa, fu la staffetta "ufficiale" di Cattolica: la sola ad essere inquadrata nel distaccamento della brigata come partigiana. Figlia primogenita di Lazzara Gabellini e Mario Prioli, denominati "i Matiin", pescatori di radicate convinzioni comuniste, crebbe con una profonda avversione al nazifascismo.
Alta, slanciata, determinata, Luisa già all'indomani dell'armistizio aderì alla Resistenza sotto il diretto comando di Giuseppe Ricci (capo del Gruppo e futuro deputato alla Costituente).
In qualità di staffetta, spesso durante la notte, in sella alla sua bicicletta trasportò ordini, volantini, macchine da scrivere e armamenti verso l'entroterra, fino a Morciano di Romagna.
Oltre a cíò, a differenza di tante altre resistenti, venne anche coinvolta in azioni di sabotaggio alle linee telefoniche e telegrafiche alla periferia di Cattolica, per ínterrompere í collegamenti con San Giovanni in Marignano. Non solo. A quanto risulta dalla relazione circa l'attività svolta dai partigiani locali, redatta nei giorni immediatamente successivi alla Liberazione (avvenuta il 3 settembre 1944), esponendosi a gravi rischi Luisa partecipò alla maggior parte delle operazioni condotte dalla brigata, risultando l'unica donna firmataria del documento. In partícolare, collaborò attivamente alla "propaganda locale a mezzo manifestini stampatí clandestinamente a Cattolica, propaganda accentuatasi nel mese di aprile 1944 e conclusasi il 1 º maggio, con la completa astensione dal lavoro di oltre 3.000 operai".
Il Corbezzolo
Accanto a questo ricordo vive un Corbezzolo, “Arbutus unedo”, pianta simbolo dell'Unità d'Italia. È stato scelto per onorare lo spirito di Luisa Prioli: una pianta sempreverde che, come la sua testimonianza, non teme l'inverno della storia e resiste al passare del tempo.
Nei suoi colori — il verde intenso delle foglie, il bianco dei fiori e il rosso dei frutti — si ricompone il Tricolore, segno della libertà conquistata. Che le sue radici forti e i suoi frutti generosi siano monito e guida per le generazioni future.

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Ultimo aggiornamento: 20 aprile 2026, 12:55